Descrizione
L’ultima domenica di agosto ogni anno viene proposta la tradizionale rappresentazione del martirio di San Placido e San Benedetto, certi di fare cosa gradita a tutti coloro che la portano nel cuore come espressione genuina di vita paesana.
Gli attori impegnati, locali e assolutamente dilettanti, si cimentano nell'interpretazione dei diversi personaggi con un amore che si tramanda da generazioni e con la consapevolezza della necessità di continuare a conservare nel tempo ciò che appartiene al patrimonio culturale del paese.
Il dramma narra l'epilogo della vita dei due giovani figli di un vecchio e fedele sacerdote di Giove.
Abbracciata la fede cristiana, essi affrontano e sfidano per essa ogni pericolo: scoperti dal padre mentre pregano Dio e rifiutando di rinnegarlo, sono condotti al cospetto del prefetto Aureliano che rappresenta l'imperatore romano in Siria, dove si svolge la vicenda, al tempo delle grandi persecuzioni.
Ogni tentativo di ridurli alla ragione si rivela inutile e, così, vengono condannati al supplizio del rogo al quale sopravvivono miracolosamente.
La morte sopraggiungerà poi per mano del carnefice, che li trafiggerà con un pugnale, e sarà affrontata con coraggio dai due giovani, convinti che essa farà conquistare loro il Regno dei cieli.
Il dramma si conclude con un inno stupendo, che sancisce definitivamente la giusta vittoria delle forze del bene su quelle del male.